Il Giappone d’Italia

”Fin dal medioevo, gli abitanti delle Marche hanno fama di abili artigiani. Lo stile del loro lavoro non è la riproduzione di modelli collaudati, non è diligente archeologia dei mestieri, ma perfezionamento, sviluppo, progresso. Le Marche sono il Giappone d’Italia. Nei cantieri navali di Ancona vengono varate le navi cargo più grandi del mondo. Nelle cooperative della Marche si producono, rifornendo tutta l’Italia e garantendo metà dell’esportazione nazionale, articoli per la casa, elettrodomestici, calzature, abiti, ciclomotori, mobili, strumenti musicali. Tra questi, le fisarmoniche: le migliori nascono proprio nelle Marche, a Castelfidardo, Montaggio e rifinitura possono avvenire in altre regioni, ma il meccanismo interno deve provenire assolutamente dalla fabbrica di Castelfidardo.

Qui tutti studiano costantemente. Il campus universitario di Urbino praticamente coincide, come a Oxford, con il territorio della città vecchia. Nelle piazze e negli isolati rinascimentali sono inserite quaranta facoltà, mentre la modernissima Casa dello Studente è scavata nel fianco della montagna. Questa fusione di gioventù e di antichità fa l’effetto di una città ideale, nello spirito di quella perfezione morale e artistica che si ritrova nel dipinto La città ideale custodito nel Palazzo Ducale di Urbino e attribuito da alcuni studiosi a Luciano Laurana, l’architetto che, con Gentile da Fabriano, Bramante e Raffaello ha creato la bellezza di Urbino.“

da: Elena Kostioukovich, Perché agli italiani piace parlare del cibo, Milano, 2006.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì, marzo 9th, 2011 alle 18:31 all'interno della categoria NELLE MARCHE. Rimani aggiornato! RSS 2.0 feed. Lascia un trackback dal tuo sito.