Il Romanico nelle Marche

Le Marche, terra di confine per eccellenza (il loro nome deriva dal tedesco Mark, confine, perché erano le terre di confine del Sacro Romano Impero), e quindi di passaggio, si sono sempre rivelate aperte ad accogliere nuove tendenze architettoniche. Questo è particolarmente evidente con lo stile romanico, che costituisce il più grande patrimonio artistico della regione, ed uno dei più rilevanti in Italia.

L'abside di San Claudio al Chienti (MC)

L'abside di San Claudio al Chienti (MC)

I monumenti romanici nelle Marche sono soprattutto religiosi, dal momento che mentre il potere civile passava spesso di mano in mano in queste terre (e questo comportava ogni volta aggiunte, rifacimenti, ripensamenti di edifici già esistenti, quando non implicava la demolizione di edifici antichi per costruirne nuovi), i centri religiosi, spesso monastici, sopravvivevano con felice continuità.

Santa Maria di Portonovo (AN)

Santa Maria di Portonovo (AN)

Ecco i principali esempi di romanico nelle Marche:

San Giusto a San Maroto, Pievebovigliana (MC)
Santa Maria della Piazza ad Ancona
Battistero di Ascoli Piceno
San Vittore alle Chiuse a Genga (AN)
San Claudio al Chienti (MC)
San Ciriaco ad Ancona
Santa Maria a Piè di Chienti a Montecosaro (MC)
San Marco di Ponzano di Fermo (FM)
Duomo di Osimo (AN)
Abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra (MC)

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Questo articolo è stato pubblicato domenica, gennaio 2nd, 2011 alle 11:02 all'interno della categoria Ancona provincia, Ascoli Piceno provincia, Fermo provincia, ITINERARI, Macerata provincia, NELLE MARCHE. Rimani aggiornato! RSS 2.0 feed. Lascia un trackback dal tuo sito.

 
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